Lettera di Nasrin Sotoudeh al capo della magistratura iraniana:"Il vostro giudice ha confermato che le donne iraniane non possono essere ignorate!" - The Feminist School
     
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Lettera di Nasrin Sotoudeh al capo della magistratura iraniana:"Il vostro giudice ha confermato che le donne iraniane non possono essere ignorate!"

Translated by : Sabri Najafi

lunedì 4 luglio 2011

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Feminist School: Nasrin Sotoudeh, avvocato, attivista per i diritti umani e per i diritti delle donne, ha scritto una lettera al capo della magistratura iraniana.

Ispirata da Paulo Coelho, ha fornito una piacevole narrazione degli eventi che si sono verificati dopo le elezioni presidenziali del giugno del 2009. Secondo quanto ha riferito oggi Feminist School, la lettera di Nasrin Sotoudeh alla magistratura è stata scritta dopo la sua condanna emessa dal Tribunale della Rivoluzione ed è stata pubblicata oggi per la prima volta. Nasrin Sotoudeh è prigioniera dal 4 settembre 2010. È stata condannata a 11 anni di carcere, al divieto di esercitare la sua professione di avvocato, di espatriare per 20 anni e al pagamento di una multa di 500.000 rials (circa 35.00 euro) a causa della mancata osservanza del codice islamico sull’abbigliamento per essere comparsa in un video senza il velo.

Nasrin Sotoudeh ha scritto questa lettera a marzo del 2011, dopo essere stata informata di queste ingiuste e pesanti condanne. Segue il contenuto completo della sua lettera al capo del potere giudiziario:

Al capo della magistratura,

Vi ringrazio per averci mostrato quanto sono stati pericolosi i manifestanti dopo le elezioni; noi avevamo dimenticato gli imperdonabili tradimenti che avevano commesso contro il popolo iraniano!

Vi ringrazio per aver fatto in modo che i vostri agenti della sicurezza arrestassero queste creature pericolose solo poche ore dopo le elezioni presidenziali, impedendo che potessero manifestare per protesta. Al momento dell’arresto, è stato detto loro dagli agenti di sicurezza che si trattava solo di una misura "preventiva".

Vi ringrazio per averci mostrato la pericolosità degli SMS e delle e-mail perché solo attraverso le pesanti condanne dei vostri tribunali ci siamo resi conto di quanto, questi cittadini, siano davvero da temere!

Il mondo ha assistito, con stupore e assoluto sconcerto, al modo pacifico in cui i le persone, dopo le elezioni, hanno manifestato per le strade dell’Iran e, senza avere avuto la possibilità di esprimere le loro proteste, al loro arresto. In seguito a pesanti condanne, sono finiti in carcere sopportando tutto con pazienza e nel silenzio; noi li abbiamo ammirati per questo e per la loro perseveranza.

Vi ringrazio per aver dimostrato al mondo l’enorme divario tra le decisioni prese dal governo e le aspirazioni di un’intera nazione.

Vi ringrazio, particolarmente, per la condanna che mi è stata data. Sono molto grata al giudice che, nel condannarmi, non ha avuto alcuna considerazione per i miei due bambini.

Il vostro giudice ha confermato che le donne iraniane, per nessun motivo, possono essere ignorate. Non sono disposta a scambiare la condanna che è stata pronunciata contro di me per niente al mondo, perché questo è il verdetto che mi ha permesso di sperimentare la grazia infinita e l’amore dei miei compatrioti e di tanta gente libera di tutto il mondo.

Vi ringrazio per questa reclusione più lunga di quella dei miei assistiti; venire rilasciata prima di loro sarebbe stato estremamente doloroso.

Vi ringrazio di essere stata trasferita su di un mezzo privato, dalla mia cella di isolamento al tribunale per assistere al mio processo, scortata da due uomini armati e da una donna, in modo da farmi sentire importante.

Signor Capo della magistratura!

Anche se sono infinitamente grata al vostro giudice per non avere preso sul serio la mia difesa e quella dei miei coraggiosi assistiti, va comunque detto, che noi, invece, prendiamo molto sul serio i vostri verdetti e, in particolare, le condanne pronunciate dal Tribunale della Rivoluzione.

Nasrin Sotoudeh / Marzo 2011 / Cella 209 - Prigione “Evin”

Nota: lo stile originale utilizzato per questo testo appartiene al caro Paulo Coelho, che ho potuto leggere durante la mia prigionia.

Source in Persian:

https://www.facebook.com/note.php?note_id=10150256072747356

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