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Astrid Schoenweger :Il movimento delle donne iraniane è il simbolo vero della democrazia nel presente!

Le parole di Astrid Schoenweger Coordinatrice del sito Women in museum e del rete Musei delle Donne /Sabrieh Najafi

mercoledì 10 giugno 2009, di admin

Coalizione delle donne iraniane e le loro domande ai candidati presidenziali, Ho chiesto a Astrid il suo parere su come in Italia lei vede le elezioni. qui sotto le mie domande e le sue risposte

1-Le tue esperienze delle elezioni in Italia

Mi sono sempre meravigliata, perché sempre di meno persone vanno a votare. Capisco se la gente non ha più grande fiducia nei politici, ancora di più nei programmi promessi, ma per questo buttare via un diritto per cui tanti hanno lottato in passato da noi (soprattutto le donne hanno dovuto combattere per averlo) e lottano tutt’ora in tanti parti del mondo per questo diritto.

Per quello sono una persona che cerca di votare sempre e di utilizzare il mio voto dove posso. Vado per principio non soltanto alle elezioni ma anche ai Referendum. I Referendum sono la possibilitàcome popolo ad esprimere una opinione su un argomento in specifico. Non andarci è un atto non democratico perché quando un Referendum non raggiunge il massimo dei voti uguale a 50% dei voti possibili non viene considerata la decisione.

Credo che in Italia c’é anche ancora molto da fare nel campo dell’educazione democratica. Naturalmente abbiamo una libertà, p.e. la libertàdi esprimerci, di dire la nostra opinione, di agire secondo le nostre esigenze. Abbiamo un benessere materiale e una possibilitàdi individualismo molto grande. Ma proprio per questo é importante di non "addormentarci".

Guardando il mio paese devo dire che c’é da preoccuparsi. Abbiamo un presidente che ha dei contatti provati con la Mafia, durante le elezioni ci furono voci molto forti che i voti per lui sono stati pagati nel Sud. Ed é in possesso di quasi tutte le televisioni private e di tanti giornali, tra l’altro oggi ha anche influsso sulla televisione statale. Siccome sono di madrelingua tedesca e capisco inglese e francese ho la possibilitàdi sapere cose che l’italiano e l’italiana per la strada non riescono praticamente più a sapere. Il presidente vuole sempre e soltanto la sua versione delle vicende nei suoi canali televisivi e quelli statali. Giornalisti che criticano vengono licenziato. Non é paragonabilmente con l’Iran naturalmente, ma non deve succedere in una democrazia.
Soltanto perché noi viviamo in un’Autonomia e tante cose sono delegate alla nostra Provinica, lo Stato in gran parte delle cose riguardante la mia provincia non decide direttamente, non soffriamo tanto quanto nel resto d’Italia di questo deficit democratico.
Siamo la minoranza più protetta nel mondo qui in Alto Adige e questo sicuramente é una cosa da dire. Tante minoranze, ma anche popoli, come p.e. il tibetano Dalai Lama richiedono un’Autonomia del genere per il loro popolo nel loro paese. Però anche qui si deve dire che nel nostro benessere non dobbiamo addormentarci: il partito più grande nell’Autonomia ha quasi stabilito una monarchia, l’altra minoranza nella nostra provincia non ha gli stessi diritti come noi. Per dirla corta: siamo su un buon punto nel nostro paese, ma ci vuole poco che tutto si può di nuovo cambiare. Qui le tendenze antidemocratiche sono sottili e tantissimi non si accorgano.

.Hai un partito preferito?
.Hai sempre un(una)candidata preferita? o senza appoggiarre un candidato(a) chiedi le tue
richieste e vedi le risposte(come noi oggi in Iran)

Non ho un partito preferito, ma sono sicuramente piuttosto dalla sinistra che dalla destra. Guardo piuttosto le candidate che i partiti. Dico le candidate perché in gran parte voto donne. Perché? Perché hanno un background di vita molto più simile al mio e sono convinta che tante donne nel governo fanno delle leggi più adeguate alle vite delle donne. Sì, faccio come voi in Iran: guardo chi ha più le prioritàche per me sono importanti nel loro programma. Però guardo anche se questo programma poi viene cercato di compiere.

Oggi le donne iraniane chiedono due domande alle candidate e sappendo che il governo iraniano non rispetterài loro diritti , non bycottano le elezioni cercando di vedere le risposte e ottenere le richieste.

Le nostre richieste alle candidati sone queste due:

A- Revisione delle alcuni leggi discriminatorie in costituzione iraniana
B- Adesione del Iran al convenzione internazionale contro le leggi discriminatorie contro le donne(CEDAW)

Anche voi usate l’stesso modo ? se si da quando e come?

Da noi sicuramente ci sono tanti metodi che vengono utilizzati. Io stessa non sono una donna politica ma culturale e di base. Cerco di fare argomento di certe cose importanti facendo convegni, esposizioni etc. Mi occupo dell’educazione critica e democratica dei giovani e delle donne.

Sisi Prader Direttrice del Museo della Donna di Merano,Astrid Schoenweger

Sinceramente devo dire che ammiro tantissimo le donne iraniane e le seguo con tanta attenzione. Per me oggi sono tra quelli che hanno più senso democratico in tutto il mondo al momento. Il vostro modo di agire "sveglia" forse anche le democrazie addormentate e fasulle dell’Europa, anche di più che Obama negli Stati Uniti. Per me voi siete il simbolo vero della democrazia nel presente!

Poi le donne iraniane insegnano una cosa molto importante: che si può imparare dalla storia. Voi avete l’immischiamento occidentale prima ed una rivoluzione dopo dietro di voi ed avete imparato: niente rivoluzione, niente immischio da parte di stranieri, ma un pacifico movimento con messagi e richieste chiari, una fiducia nel proprio popolo ed un crescere nell’insieme senza sacrifici di morte.

Come coordinatrice del womeninmuseum.net appoggio la vostra coalizione e il vostro movimento per arrivare alla ugualianza , buona fortuna!

Ringrazio Astrid e rete musei delle donna,

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