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La lettera di Reza Khandan per la ceremonia della premiazione della Liberta ad scrivere

Wednesday 4 May 2011, by admin

Gentile Presidente, rispettabili membri del PEN

Come sapete, molti scrittori, poeti, artisti e politici di tutto il mondo, hanno speso anni della loro vita nelle prigioni di diversi paesi, in difesa della libertàe, in particolare, della libertàdi espressione. In quei momenti, molti di loro hanno creato opere eterne: memorie dal carcere, lettere, poesie e libri, che sono uniche e insostituibili.

Il 17 marzo 2011, i funzionari del carcere hanno fatto irruzione nella cella di Nasrin confiscando l’unica penna che era riuscita a nascondere agli occhi delle guardie e tutte le salviette di carta su cui aveva scritto i suoi appunti. Questo significa che non potràpiù scrivere ai tribunali, che è stata privata del diritto di scrivere alla sua famiglia, che non potràscrivere articoli e libri né scritti personali. Le è stato impedito di scrivere le memorie riguardanti il suo arresto; non può avere una matita per segnare, sul muro del carcere, i giorni che passano.

In passato, il divieto di scrivere non esisteva come norma, e quello che sta succedendo oggi è inconcepibile. È impensabile, infatti, che oggi, ad un prigioniero non venga consentito di scrivere ai propri figli.

In base alla sentenza della Corte, così come stanno le cose, Nasrin rimarràsenza una penna per circa 4000 giorni. E tutto questo senza aggiungere ulteriori accuse.

Il 17 marzo verràfissato nella storia come la giornata della “libertàdi espressione†. Noi e i nostri figli lo onoreremo nel rispetto di tutti coloro che, in tutto il mondo, hanno sacrificato la loro vita in nome della libertàdi espressione.

Reza Khandan

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